La diagnosi del tumore alla prostata

Il sospetto di tumore della prostata viene posto o dal dosaggio dell'antigene specifico della prostata (PSA) nel sangue o dall'esplorazione digito-rettale (DRE) della ghiandola. Una volta che si sospetti un tumore, la diagnosi può essere fatta esclusivamente con una biopsia alla prostata.

Esplorazione digito-rettale (DRE)

La DRE è il primo esame diagnostico che viene fatto in caso di LUTS correlati ad una patologia della prostata o in corso di visita di screening richiesto dal paziente, esaustivamente informato. Il medico di base o l'urologo eseguono la palpazione della prostata e dei tessuti circostanti attraverso la parete del retto, introducendo nel retto un dito guantato e lubrificato. 1,2

La DRE permette di valutare: 2,3

  • Dimensioni e consistenza della ghiandola prostatica
  • Eventuale dolore causato dal contatto o dalla pressione sulla prostata
  • Presenza di zone dure o noduli, che possono suggerire la presenza di una malattia neoplastica.

Con la DRE si riescono ad apprezzare solo tumori molto estesi e che originano nella zona periferica della ghiandola. Inoltre i noduli non sempre sono espressione di un tumore (p.es. possono essere dovuti alla presenza di innocui calcoli prostatici). Per questo motivo, l'esame, da solo, è poco affidabile e va associato al dosaggio del PSA. 1,2

Dosaggio del PSA

Il PSA è un enzima prodotto dalle cellule ghiandolari della prostata per fluidificare gli spermatozoi nel liquido seminale. È molto abbondante nella ghiandola prostatica mentre nel sangue raggiunge concentrazioni migliaia di volte più basse, ma può aumentare in caso di diverse patologie della prostata come l'iperplasia prostatica benigna, la prostatite o il tumore della prostata. 1,2

Storicamente veniva considerato anormale un valore superiore a 4 nanogrammi per millilitro (ng/ml). Successivamente studi scientifici più che affidabili hanno rilevato che tumori clinicamente rilevanti possono coesistere con valori molto più bassi della proteina nel sangue3, mentre la maggior parte dei soggetti con PSA >4ng/ml non ha alcuna neoplasia prostatica.
L'interpretazione del PSA, e quindi l'indicazione ad eseguire una biopsia prostatica, deve essere fatta considerando, nel complesso, diversi fattori quali: familiarità di tumore della prostata, età del paziente, volume della prostata, andamento nel tempo del dosaggio della proteina.4

Il dosaggio del PSA può risultare alterato anche da fattori esterni quali: errori di misurazione, l'esplorazione rettale o oltre manipolazioni diagnostiche, recente attività sessuale o sforzi fisici. Per tale motivo è buona pratica eseguire il prelievo sanguigno a distanza di almeno 48 ore da queste evenienze e ripetere il dosaggio in caso di valore ritenuto sospetto.

Ecografia prostatica transrettale (TRUS)

La TRUS consiste nell'inserimento di una sonda nel retto, a contatto diretto con la prostata, e fornisce informazioni esatte sul volume dell'organo e la presenza di eventuali noduli dovuti a calcoli prostatici1,2

La TRUS viene effettuata a seguito di un PSA elevato o un DRE anomalo e per visualizzare la prostata durante una biopsia, mentre ha una bassa affidabilità diagnostica nell'identificare le neoplasie e pertanto oggi non è considerata un esame utile per la diagnosi del tumore prostatico.

Biopsia della prostata

Viene effettuata, sotto guida ecografica, inserendo un ago sottile per via transrettale o transperineale e prelevando un campione di tessuto prostatico. Non essendo possibile identificare l'immagine del tumore all'interno della ghiandola, i prelievi (da 8 a 24) sono fatti secondo schemi prestabiliti delle zone prostatiche e la manovra è chiamata "mapping prostatico".
Questa operazione è dolorosa e va fatta sempre in anestesia locale. Inoltre non è scevra da complicanze: ematuria, emissione di sangue con lo sperma, infezioni della prostata e sepsi o rettorragie che richiedono l'ospedalizzazione del paziente.

È possibile che nell'immediato futuro questa pratica sia sostituita o affiancata da biopsie guidate da software su sospette lesioni identificate da particolari risonanze magnetiche.

I risultati della biopsia oltre a permettere la diagnosi, possono dare informazioni sul grado del tumore (e quindi sulla sua aggressività) e sulla sua probabile estensione5.

Riferimenti in letteratura
  1. Linee Guida AOIM Carcinoma della prostata. Edizione 2013. Disponibile su www.aoim.it
  2. Istituto Superiore di Sanità (ISS). Basi scientifiche Linee Guida. Sintomatologia, diagnosi e stadi azione del tumore alla prostata. Disponibile su www.iss.it
  3. Thompson IM, Pauler DK, Goodman PJ, Tangen CM, Lucia MS, Parnes HL, et al. Prevalence of prostate cancer among men with a prostate specific antigen level < or = 4.0 ng per milliliter. N Engl J Med 2004; 350:2239 – 46
  4. AUA Prostate-Specific Antigen Best Practice Statement: 2009 Update
  5. American Cancer Society (ACS). Learn about cancer. Prostate cancer. Disponibile su www.cancer.org

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