La diagnosi della prostatite

La diagnosi di prostatite si basa principalmente sui sintomi, mentre l'esame obiettivo e la palpazione della prostata sono l'altro pilastro diagnostico. Una volta confermato il sospetto di prostatite è necessario eseguire esami colturali su urine e liquido seminale per identificare l'eventuale presenza e il tipo di batteri responsabili della malattia. Nei casi più complicati sono necessari esami più approfonditi ed invasivi.

L'intervista al paziente deve valutare la presenza di febbre o febbricola, bruciore e dolore durante la minzione o i rapporti sessuali, difficoltà alla minzione, urgenza minzionale, minzioni frequenti di giorno e notte, scomparsa dei dolori alla vescica dopo aver urinato. Bisogna inoltre indagare se coesistono dolore ai testicoli, al basso ventre o al perineo. Altra parte importante dell'intervista riguarda lo stile di vita, l'anamnesi lavorativa e le abitudini alimentare del paziente. Infine si valuta se ha altre malattie che possono essere causa dei sintomi, come le malattie neurologiche, depressione o stress.

L'esame obiettivo comprende l'esame digito-rettale (DRE). Questo esame consiste nella palpazione della prostata e dei tessuti circostanti attraverso la parete del retto, introducendo nel retto un dito guantato e lubrificato. Si valutano le dimensioni, la compattezza e la consistenza della prostata e l'eventuale presenza di dolore causato dal contatto o dalla pressione del dito sulla ghiandola.1 Con l'esame obiettivo si esamina inoltre l'eventuale presenza di zone dolenti al basso ventre e al perineo o uno stato di spasticità dei muscoli perineali.

Nel sospetto di prostatite è necessaria la ricerca dell'eventuale agente patogeno causa di una prostatite batterica.

Tale ricerca viene effettuata con un esame colturale delle urine. In caso di prostatite cronica può essere utile eseguire il test di Meares-Stamley o il test pre-massaggio e post-massaggio (PPMT).

Il test di Meares-Stamey è un'indagine utile per valutare se una infezione del basso tratto urinario è dovuta ad un problema all'uretra (uretrite) o alla prostata (prostatite cronica). Il test richiede di raccogliere 3 campioni separati che contengono un primo getto di urina, un getto intermedio e un campione di urina ottenuto dopo aver massaggiato la prostata.1

Nel test pre-massaggio e post-massaggio (PPMT), i campioni di urina vengono ottenuti prima e dopo aver effettuato un massaggio della prostata e mandati in laboratorio per un esame delle colture batteriche. La diagnosi di prostatite batterica cronica avviene quando sono presenti contemporaneamente batteri e globuli bianchi nel campione di urine post-massaggio.1

Attualmente si ritiene utile eseguire anche l'esame colturale del liquido seminale (spermiocoltura) mentre ha perso di importanza il doloroso tampone uretrale.

Tra gli esami più approfonditi (cosiddetti di secondo livello) si annoverano:1

  • L'ecografia sovrapubica per valutare la presenza di calcoli o di un importante residuo postminzionale
  • La cistoscopia, per osservare direttamente eventuali restringimenti dell'uretra, l'ipertrofia del collo vescicale o ulcere o zone arrossate della vescica
  • L'esame urodinamico, per valutare se ci sono problemi di ostruzione allo svuotamento della vescica o di scoordinamento tra i muscoli coinvolti nella minzione.
Riferimenti in letteratura
  1. Florian ME Wagenlehner, Kurt G Naber, Thomas Bschleipfer, et al. Prostatitis and Male Pelvic Pain Syndrome. Dtsch Arztebl Int. Mar 2009; 106(11): 175–183.

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